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L`Italia tra due fuochi

Tra alleati e nazifascisti: è il destino dell’Italia dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943. Un destino segnato da cifre impietose: milioni di sfollati, oltre sessantamila civili uccisi dai bombardamenti, trentacinquemila partigiani morti, diecimila vittime della repressione nazista, almeno dodicimila donne violentate. Nel gergo militare sono “effetti collaterali”, ma in molti casi sono frutto di scelte precise.

La professoressa Silvia Salvatici si sofferma sul periodo che va dall’Armistizio al 25 aprile del 1945. Mesi nei quali l’Italia è tra due fuochi. Il segno più immediato ed evidente sono i bombardamenti aerei che colpiscono quasi in modo indiscriminato non solo le grandi città, come Napoli, ma anche piccoli centri. Ci sono poi le stragi naziste, soprattutto nell’Italia centro settentrionale che paga alla guerra un prezzo altissimo anche in termini di sfollati, coinvolti nella guerra senza esclusione di colpi a nord della “linea Gotica”.

E non mancano episodi inquietanti come quello delle truppe speciali marocchine arruolate nell’esercito francese e impegnate nella battaglia per Montecassino, responsabili di centinaia di stupri sulle donne della zona.

L'Italia tra due fuochi
con Silvia Salvatici
di Michela Guberti

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