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Curzio Malaparte

Curzio Malaparte non è solo uno degli scrittori più significativi del secolo scorso, ma un personaggio in grado di incarnare lo spirito ribelle di tutta un’epoca.

Ammiratore di Mussolini prima, nell’immediato primo dopoguerra, vent’anni dopo è dalla parte dei comunisti guidati da Palmiro Togliatti.

Secondo lo storico Francesco Perfetti, siamo abituati ad avere due stereotipi di Malaparte: l’arcitaliano e il camaleonte perché passa dal fascismo al comunismo.
È sì un camaleonte ma imperfetto perché è sempre un rivoluzionario.

Kurt Erich Suckert,  il vero nome di Curzio Malaparte,  nasce il 9 giugno 1898 a Prato da madre italiana e padre tedesco e a soli sedici anni parte volontario per la Grande guerra.

Nel 1933 è al confino a Lipari al quale è condannato per aver cospirato contro il regime fascista.
Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale Curzio Malaparte ricomincia a viaggiare per l’Europa raccontando la guerra. I suoi reportage sono molto seguiti, non rinuncia a far capire i fallimenti dell’esercito italiano, l’arrivo delle forze di liberazione a Napoli e il profondo stato di prostrazione della città partenopea, emblema di un paese intero raccontato in uno dei suoi romanzi più celebri, La Pelle pubblicato nel 1949.

Curzio Malaparte muore a Roma il 19 luglio del 1957.  
 

Il tempo e la storia Curzio Malaparte
di Giancarlo Mancini
con il prof. Francesco Perfetti

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