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TUNISIA. LE RADICI DELLA RIVOLTA.

Il 17 dicembre 2010, in un paese della Tunisia centrale un giovane di 26 anni, Mohamed Bouazzizi, si cosparge di benzina e si dà fuoco. Un gesto che apre la grande stagione delle cosiddette primavere arabe, che porterà anche alla fuga dal Oaese del presidente tunisino Ben Alì. Una stagione che la professoressa Leila El Houssi rilegge con Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il Programma di Rai Cultura in onda venerdì 22 dicembre alle 13.15 su rai3 e alle 20.30 su rai Storia.

Per comprendere la natura e le ragioni della rivolta è necessario ripercorrere la storia della Tunisia. Dall’indipendenza dalla Francia del 1957 alla caduta del presidente Bourguiba, nel 1987,  che porterà al comando della Tunisia Ben Ali, salutato inizialmente come l’uomo del dialogo e del cambiamento, ma poi rivelatosi il leader di un governo inefficiente e corrotto.

Il gesto del giovane Bouazizi arriva al culmine del ventennio di un regime spietato. Tutti vogliono sia fatta piazza pulita dell’intero sistema di potere personale del presidente, accusato di avere paralizzato e affamato il paese.

Quando Ben Ali fugge dal paese sotto la pressione della rivolta, un governo di transizione conduce la Tunisia alle prime elezioni libere del paese. Vince “Ennahda”, Il “Partito della rinascita,” guidato da Rached Ghannouchi, che si aggiudica quasi il 42% delle preferenze. È il 23 ottobre del 2011.

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