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Trotsky

Per molti è uno dei profeti della rivoluzione proletaria, per altri l’incarnazione della spietata crudeltà dei comunisti russi.

Lev Trotsky rappresenta comunque uno dei personaggi più affascinanti e controversi del Novecento.

La storia inizia nell’ottobre del 1905. Trotsky è diventato il presidente del Soviet di Pietroburgo e dirige lo sciopero generale rivoluzionario contro lo zar.

Il 4 maggio 1917 Trotsky si unisce ai bolscevichi nella lotta che li porterà, in ottobre, al potere.

Il 21 agosto 1940 in Messico, a Coyoacàn, viene ucciso da Ramon Mercader.

Dalla fine della guerra civile ai primi anni '20 Trotsky mantiene un ruolo primario nel gruppo dirigente bolscevico, incarnando il mito del capo militare e politico.

Per molti è l’erede naturale di Lenin con il quale organizzata e guida la Rivoluzione d’Ottobre.

Nel ’24 però la morte di Lenin apre una lotta per la successione che si concluderà con la vittoria di Stalin, l’estromissione dell’opposizione di sinistra dal gruppo dirigente bolscevico e l’esilio di Trotsky, il sostenitore della rivoluzione permanente che fino all’ultimo continuerà a battersi contro lo stalinismo.

Il tempo e la storia Trotsky
di Giancarlo Mancini
con prof. Francesco Benigno

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