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Santo Graal

Piatto, pietra o calice? Qualunque cosa fosse è un oggetto leggendario, dai poteri straordinari, capace di donare persino l’immortalità. Del Santo Graal, tra mito e mistero, ne parla il professor Franco Cardini che analizza due momenti molto distanti tra loro, ma decisivi per la nascita del mito del Graal: il 1185, quando Chrétien de Troyes compone il Perceval o Il Conte du Graal, il primo poema dedicato all’argomento, e il 1882, quando il Parsifal di Wagner riporta alla ribalta la leggenda, togliendola a anni di oblio.

È un viaggio alla scoperta di personaggi mitici, come il Re pescatore, di miti lontani di cui, ad un certo punto, si impadronisce anche il Cristianesimo che fa diventare il Graal il calice dell’Ultima Cena, recuperato da Giuseppe d’Arimatea, fino a farlo simbolo del sangue stesso di Cristo. Non sono, però, le uniche interpretazioni in un Medioevo che al Graal si appassiona molto, tra poemi e romanzi cavallereschi.

Ma, con il Rinascimento, il mito del Graal si appanna. Lo rianima Wagner e il Ventesimo secolo vede nascere una vera e propria “febbre”: soprattutto Hitler e il Nazismo danno il via a grande caccia al tesoro, alla ricerca di questo oggetto che resta ancora oggi – nonostante studi e ricerche – un mistero.

Santo Graal
con Franco Cardini
di Roberto Fagiolo

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