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Riviste italiane 1900-1915

La criticae Lacerba. Due testate che raccontano un fenomeno italiano dei primi del Novecento, quello delle Riviste. “Luoghi di ritrovo” di una generazione di intellettuali, pensatori, artisti, letterati, da Papini a Croce, da Prezzolini a Soffici. Un fenomeno di cui parla la professoressa Alessandra Tarquini.

Un racconto scandito da tre date: il 1903 quando Benedetto Croce fonda “La critica”, una delle più importanti riviste culturali; il 1913 quando nasce “Lacerba”, la voce del futurismo; e il 1915 quando lo scoppio della Prima Guerra Mondiale spegne il fermento culturale delle Riviste. È una stagione intellettuale ricca, preceduta da esperienze come quelle di “Il Regno”, “La Voce” e “Leonardo” in cui si rispecchiano le diverse anime dell’Italia di allora, da quella anarchica o socialista a quella nazionalista, che si confrontano vivacemente anche sul tema dell’interventismo.

E c’è anche una “capitale”: Firenze, dove il Caffè delle Giubbe Rosse diventa luogo d’incontro di intellettuali e artisti. Qui si possono incontrare personaggi come Marinetti, Campana, Ungaretti, Soffici, Papini, Palazzeschi. E qui nasce anche “Lacerba”, la prima rivista d’avanguardia del mondo.

Le riviste italiane 1900-1915
con Alessandra Tarquini
di Alessandro Varchetta
 

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