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R.A.M. - La nave asilo Caracciolo

RESEARCH - La Nave asilo Caracciolo.

Il Museo del Mare di Napoli custodisce l’archivio Civita, che consente oggi di raccontare la vicenda della nave asilo Caracciolo. Dal 1913 al 1928 centinaia di bambini sono stati accolti su questa nave, i bambini dei quartieri poveri di Napoli, strappati alla strada, alla miseria, al degrado e spesso alla violenza.
Tutto questo grazie a Giulia Civita Franceschi, chiamata "la Montessori del mare", che fece di questa nave asilo un modello educativo apprezzato e studiato in tutto il mondo. La Caracciolo non era un orfanotrofio, non era un riformatorio e non era regolata da disciplina militaresca. L’esperienza si chiude bruscamente nel 1928, quando il regime fascista ingloba la nave asilo nell’Opera Nazionale Balilla, spogliandola del suo spirito originario.
Maria Antonietta Selvaggio è una ricercatrice di sociologia presso l'Università di Salerno. Ha ricevuto l'Archivio Civita da Gabriella Aubry, figlia di uno dei ragazzi della nave asilo Caracciolo, (che a sua volta lo aveva ereditato da Ornella Labriola, figlia di Arturo Labriola e morta nel 1991). Giulia Civita ha raccolto per quindici anni documenti, foto, scritti autografi suoi e dei ragazzi, articoli di giornali e tutto il materiale che oggi ci permette di ricostruire la vicenda degli "scugnizzi" - così venivano chiamati i bambini di strada a Napoli - che sono stati accolti in quella nave, attraccata al molo Beverello, e lì hanno trovato una famiglia, hanno imparato a leggere e scrivere e si sono formati. Nel 2009 ha donato l'Archivio Civita al Museo del Mare e insieme al suo direttore, Antonio Mussari, ha allestito una mostra, "Da scugnizzi a marinaretti", che racconta la storia della nave-asilo Caracciolo e dei ragazzi che l'hanno frequentata". L'avventura della Caracciolo si chiude nel 1928, dopo quindici anni. Il fascismo, ormai divenuto regime e penetrato in tutti i gangli della vita sociale, non vede di buon occhio l'autonomia con cui si è sempre svolta quell'esperienza. Così la nave asilo viene assorbita dall'Opera nazionale Balilla, cosa che ne decreta la soppressione. 

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