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Mussolini socialista

Nel gennaio del 1910, a 27 anni Benito Mussolini è segretario della Federazione socialista di Forlì.
Due anni dopo, al Congresso Nazionale del Partito Socialista di Reggio Emilia, nonostante sia poco più di uno sconosciuto, ottiene un successo clamoroso e alcuni mesi successivi viene nominato direttore de L’Avanti, l’organo ufficiale del PSI. 

Una scalata rapidissima ai vertici del partito quella di Mussolini che il socialismo lo respira fin da ragazzo.
La sua formazione politica passa per l’attivismo del padre, esponente socialista della provincia romagnola che nel 1902 emigra in Svizzera.

È qui che Mussolini scopra la vocazione di giornalista; scrive su L’Avvenire del Lavoratore e sull’Avanguardia socialista di Arturo Labriola, a Losanna affina la sua preparazione culturale e si rivelano fondamentali i rapporti stretti con esponenti di spicco del partito come Angelica Balabanoff e i gruppi di sindacalisti rivoluzionari.

Per Mussolini – commenta lo storico Emilio Gentile – il sindacalismo rivoluzionario non era solo la più vigorosa forma contro il riformismo, ma era la dottrina che, con la teoria dell’azione diretta, conferiva nuovo vigore alla concezione rivoluzionaria del socialismo.

Nella puntata de Il Tempo e la Storia tra i documenti storici delle Teche Rai, anche l’intervista di Sergio Zavoli a Pietro Nenni che nel 1911, quando Mussolini fu arrestato a seguito delle agitazioni contro l’occupazione di Tripoli in Libia, con lui condivise la cella.

Per Nenni Mussolini non è mai stato veramente un rivoluzionario socialista, piuttosto un ribelle interessato a raggiugere il potere.

Il tempo e la storia: Mussolini socialista

di Fabio Bottiglione

con Emilio Gentile
 

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