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L`EREDITA` DI CAVOUR

Camillo Benso conte di Cavour è uno dei grandi protagonisti del Risorgimento italiano. Noto per il suo acume, per l’intelligenza politica e la capacità di conciliare le diverse anime che hanno contribuito all’Unità nazionale, è però meno conosciuto per altri aspetti del suo carattere. A “Passato e presente” – il programma di Rai Cultura in onda su Rai3 e  su Rai Storia – Paolo Mieli e il professor Gilles Pècout ne ripercorroNo la vita partendo dal suo lavoro dietro le quinte del grande scenario risorgimentale fino al giugno del 1861, quando scompare a causa della malaria, malattia che lo tormentava sin dalla giovinezza.

Il lutto venne condiviso dagli italiani e dai grandi d’Europa, e il vuoto lasciato dalla sua fine non fu facile da colmare, perché il progetto iniziato dal grande statista era incompleto. All’Italia mancavano ancora il Veneto e Roma. Nel 1866 il Regno d’Italia riuscì ad annettere il Veneto, ma fu soltanto nel 1870, dopo la sconfitta dell’imperatore francese a Sedan, che venne vinta la resistenza delle truppe pontificie. Roma era libera e l’Italia aveva la sua capitale. Il progetto di Cavour era finalmente realizzato.

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