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La svolta di Salerno

Dopo l’armistizio dell’8 settembre l’Italia è un campo di battaglia. Mentre le truppe tedesche occupano il centro-nord, il re e il governo Badoglio lasciano Roma e si trasferiscono al sud, sotto il controllo delle forze alleate.

I partiti antifascisti, intanto, si sono costituiti in Comitato di Liberazione Nazionale e si propongono come guida dell’Italia democratica.

Si rifiutano però di collaborare con Badoglio e con il sovrano che considerano troppo compromessi  col regime fascista. Una pagina che il professor Ernesto Galli della Loggia rilegge con Massimo Bernardini a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura.

E’ il racconto di una situazione politica complicata e delicata che solo il lavoro delle diplomazie e l’intervento di Palmiro Togliatti riusciranno a sbloccare.

E’ la cosiddetta “svolta di Salerno”, una mossa politica che segna un cambio di rotta decisivo  per il percorso dell’Italia  verso la liberazione dal nazifascismo e la rinascita della democrazia dopo la dittatura.

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