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La spia che tradì Nenni

Mario Carletti è un militante comunista, un fiero oppositore del fascismo che la polizia politica di Mussolini riesce a corrompere fino a farne una fidata spia del regime, l’agente segreto 523, che arrivò a tradire il leader socialista Pietro Nenni. Nel 1935 Carletti, così come molti altri antifascisti italiani, si trova a Barcellona, alla vigilia della guerra civile spagnola. Per il regime, seguire le attività dei gruppi antifascisti all'estero significa prevenire ogni tentativo di dissenso interno. Nenni, Segretario del Partito Socialista Italiano, scrive a Carletti per accreditare in Spagna un altro antifascista che la polizia politica cerca da tempo, Bruno Sereni. Nenni – racconta lo storico Mauro Canali – è all'oscuro dell’attività di Carletti, che gira immediatamente la missiva alla polizia fascista. Nel ’43, quando il leader socialista si rifugia in Francia con la famiglia, sarà ancora Mario Carletti a comunicare l’indirizzo di Saint-Flour alla polizia consentendone l’arresto. Nenni scoprirà la verità solo nel luglio del 1945, quando, a capo dell’Alto commissariato per la sanzione dei reati fascisti, sfoglia il fascicolo che lo riguarda e trova il nome di Mario Carletti, l’uomo che lo ha  tradito.

Il tempo e la storia La spia che tradì Nenni
di Massimo Gamba
con il prof. Mauro Canali

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