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La scala mobile

Un meccanismo retributivo che adeguava stipendi a costo della vita, ma anche un “casus belli” politico e sindacale tra socialisti e comunisti, fino al referendum del 1985: è la cosiddetta “scala mobile” che il professor Agostino Giovagnoli ricostruisce.

La scala mobile nasce nel 1975, in piena crisi, dopo l’accordo tra sindacati e Confindustria per agganciare gli stipendi all’inflazione che arriva al venti per cento. Il leader della Cgil Lama e l’avvocato Agnelli sono tra gli artefici principali. Nove anni dopo il governo Craxi la “taglia” di quattro punti, facendo saltare gli automatismi e aprendo la battaglia, a sinistra, tra favorevoli e contrari. Una decisione sottoposta a referendum l’anno successivo: i comunisti ne vogliono l’abrogazione, democristiani, socialisti e altri partiti di centro sono, invece a favore. E vinceranno, sancendo in questo modo lo strappo definitivo tra Craxi e Berlinguer.

E’ una storia in cui – decisivo per le decisioni del governo Craxi – è il clima internazionale, i cambiamenti portati da leader come Reagan o la Thatcher. E a poco serve il milione di persone che il Pci porta in piazza, a Roma, nel 1984. Perché l’esito del referendum dell’anno successivo ha un esito inequivocabile: la “morte” della scala mobile e la frattura definitiva Pci Psi.

La scala mobile
con Agostino Giovagnoli
di Pierluigi Tiriticco

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