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Il governo Tambroni

Quattro mesi, dal 26 marzo al 19 luglio 1960: un governo brevissimo in un periodo in cui l’Italia sta vivendo il boom e Roma si prepara a ospitare le Olimpiadi. È il contestatissimo governo Dc guidato da Fernando Tambroni.

Nel 1959 Tambroni è ministro del Tesoro e del Bilancio e non sembra ostile alla sinistra. Ma quando – nel 1960, dopo le dimissioni di Antonio Segni – il presidente Gronchi lo incarica, di propria iniziativa, di formare il nuovo governo, Tambroni accetta l’appoggio dell’Msi, nelle cui fila militano ancora molti “nostalgici” del Duce. Un partito che, per i primi di luglio, indice il proprio congresso a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. Le opposizioni e le sinistre insorgono. A Genova arrivano addirittura gli ex partigiani a “difendere” la città da quelli che vengono considerati i nuovi fascisti. E la rivolta si allarga anche ad altre città. Tambroni ordina alla polizia di intervenire e di sparare. I morti saranno cinque. Il governo è chiamato a risponderne in prima persona: lo chiedono il Parlamento e la stessa Dc. A Tambroni non resta che rassegnare le dimissioni.

Il governo Tambroni
con Giovanni Sabbatucci
di Fabio Bottiglione
 

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