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I TRENI DEL SOLE. LA MIGRAZIONE INTERNA DEGLI ANNI `50

La grande migrazione interna degli anni ‘50 e ‘60, è stata un fenomeno epocale che ha fatto del Paese una nazione moderna e industriale. Sotto la spinta delle grandi trasformazioni di quegli anni si consuma la fine del mondo contadino e povero che, per secoli, aveva caratterizzato l’Italia. Un fenomeno analizzato da Paolo Mieli con la professoressa Silvia Salvatici a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura su Rai Storia.
Spinti dalla miseria, dalla mancanza di lavoro e dall’arretratezza strutturale dell’agricoltura, centinaia di migliaia di persone, soprattutto dal Mezzogiorno, partono sui cosiddetti “treni del sole” verso le città industriali del nord dove il “boom economico” ha fatto decollare lo sviluppo dell’industria e dei servizi.
Mentre le campagne si spopolano, cresce vertiginosamente la popolazione dei grandi centri urbani. Si moltiplicano anche i problemi dovuti all’eccessivo inurbamento, come quello degli alloggi. Basti pensare che Fra il 1955 e il 1971, circa 9 milioni 200militaliani sono coinvolti in migrazioni interregionali e che nei cinque anni del “miracolo”, quasi un milione di persone trasferisce la propria residenza dal sud ad altre regioni italiane, soprattutto del nord.
Sono gli effetti – talvolta incontrollati - di un processo di modernizzazione destinato a lasciare un’impronta profonda sul volto della penisola.

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