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I manicomi in Italia

Cosa accomuna la moglie di Mussolini e un alcolista? Gli antifascisti e un pentito di mafia? L’essere stati rinchiusi in manicomio. Perché negli ospedali psichiatrici italiani, spesso non sono finiti solo i malati di mente, ma anche persone considerate pericolose per l’ordine costituito. Storie che la professoressa Michela Ponzani ripercorre con Massimo Bernardini a “Il Tempo e la Storia”.

In primo piano, i manicomi in Italia, a partire dal 1904 quando il governo Giolitti promulga la prima legge italiana sull’assistenza psichiatrica, stabilendo che debbano essere chiuse in manicomio le persone che siano pericolose - per sé o per altri – e coloro che diano pubblico scandalo.

Tra abusi ed errori medici, uso politico dei manicomi e trattamenti disumani, dopo più di settant’ anni arriva  la riforma dell’intera istituzione psichiatrica con la legge 180 del 1978. E’ la riforma nota come legge Basaglia, dal medico che l’ha tenacemente voluta e che trasformerà l’Italia nel paese con la legislazione più avanzata al mondo, in campo psichiatrico.

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