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G7. Un nuovo ordine mondiale

Quarant’anni alla ricerca di una “ricetta” per l’economia mondiale. Un cammino cominciato il 15 novembre 1975 a pochi chilometri da Parigi: il primo vertice dei Paesi industrializzati, il G7.

Il vertice è “figlio” della crisi economica e monetaria, e di una decisione presa nel 1971 dagli Stati Uniti: sospendere la convertibilità del dollaro in oro. Un passo  che mette la parola fine sugli accordi monetari postbellici e chiude l’“età dell’oro” della stabilità e della crescita.

L’Europa ne è scossa, l’Italia dovrà conoscere la parola “austerità”, ma la crisi costituirà anche uno dei motivi del rafforzamento dell’idea di una “casa comune” europea. Serve, però, a livello mondiale una cabina di regia che affronti le questioni economiche monetarie. Arriva nel 1975: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone, Italia si incontrano nel castello di Rambouillet, per cercare una soluzione. Nel 1976 si aggiungerà il Canada. Poi, via via, si aggiungeranno la rappresentanza dell’Unione Europea e la Russia per approdare al cosiddetto G20 che raccoglie anche le nuove potenze asiatiche e sudamericane.

E a quel primo incontro ne seguiranno molti altri, a cadenza annuale: diventeranno occasioni per cercare un nuovo ordine mondiale, ma diventeranno, spesso, occasione per contestazioni durissime.

La nascita del G7. Un nuovo ordine mondiale
con Agostino Giovagnoli
di Roberto Fagiolo

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