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Fascisti contro Mussolini

Un movimento granitico, incrollabile e indivisibile. È questa l’immagine che tutti hanno del fascismo, almeno fino al 25 luglio 1943. Eppure, proprio all’inizio della sua ascesa, Benito Mussolini rischia di perdere il controllo del partito da lui fondato. Un aspetto indagato dal professor Emilio Gentile, ospite di Massimo Bernardini, a “Il Tempo e la Storia”.

È l’agosto 1921 quando i principali esponenti del fascismo agrario, Giuseppe Bottai, Roberto Farinacci e, soprattutto, Dino Grandi, si ribellano a Mussolini, colpevole di aver firmato un “patto di pacificazione” con l’odiato nemico, il Partito Socialista. Arrivano al punto di accusarlo di tradimento, e lo costringono alle dimissioni. Ma nel congresso di Roma del novembre 1921, il futuro duce d’Italia riesce a isolare il dissenso contro di lui.

Fascisti contro Mussolini

con Emilio Gentile

di Arnaldo Donnini

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