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Donne e Palcoscenico

Cos’hanno in comune Franca Valeri, attrice, autrice e regista dalla carriera lunghissima e straordinaria e Silvia Colasanti, la giovane compositrice più eseguita in Italia e all’estero?
Cos’è per loro il palcoscenico?
Com’è cambiato negli anni il riconoscimento delle donne in campo artistico?
Le abbiamo incontrate a Roma: nello storico quartiere di Testaccio, sulla scena del Cometa off, un teatro senza barriere tra il pubblico e l’attore, siede Franca Valeri.
Silvia Colasanti sceglie la “fabbrica di cultura” contemporanea che è l’Auditorium Parco della Musica.
SOGGETTO DONNA ripercorre le loro carriere e le testimonianze del passato per scoprire se sul palcoscenico esiste una “questione femminile”.

In una lunga intervista, Franca Valeri generosamente racconta a SOGGETTO DONNA il suo esordio di attrice ma soprattutto di autrice di monologhi. La scoperta di formule nuove, rapidi sketch che dipingono i personaggi femminili della società romana e milanese che sta cambiando all’alba degli anni ’60.
Lo sguardo sagace di un’artista che sceglie l’ironia come arma di consapevolezza. <Non mi è mai capitato che qualcuno, un uomo, un regista o mio padre mi dicesse lascia perdere, tu sei una donna>. Così ci dice Franca Valeri.
L’idea di un talk show femminile ante litteram al fianco di Nilla Pizzi ne LA REGINA ED IO (1957), i personaggi interpretati ne LE DIVINE (1959) che raccontano squarci d’Europa e ancora i set dei film IL SEGNO DI VENERE (1955) e PARIGI O CARA (1962) : un’artista eclettica e all’avanguardia che ha segnato la storia della televisione italiana e tornerà in scena a marzo del 2013 con NON TUTTO È RISOLTO.
Accanto a lei il racconto di un altro palcoscenico, quello di SILVIA COLASANTI, compositrice che è stata eseguita nei più prestigiosi palcoscenici d’Europa:  dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma) al Théâtre des Champs-Élysées (Parigi), passando per Brussels, Berlino e Glasgow.
La passione per la musica è certamente l’elemento che accomuna le nostre protagoniste.
La storia ci ha raccontato poco delle donne compositrici, soltanto nell’ultimo secolo alcune donne come Sofia Gubajdulina o Barbara Jungfer hanno potuto affermarsi in quest’ambito tradizionalmente maschile. Già nel 1979 il programma SI DICE DONNA di Tilde Capomazza aveva intervistato l’unica studentessa del corso di composizione dell’Accademia Santa Cecilia di Roma indagando la difficoltà di ricoprire il ruolo di direttore d’orchestra. La situazione oggi sembra essere cambiata e i dati dicono che il numero delle compositrici è in aumento (la banca dati di WIMUST – Fondazione Adkins Chiti ne registra 735 in Italia, 85 in Francia e 216 in Germania). Con Silvia Colasanti esploriamo il processo creativo alla base della sua musica e alla fine del viaggio ci sembra che le questioni di genere in quest’ambito volgano ad un superamento: una reale espressione delle donne in musica oggi è possibile. 

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