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Crash-Non luoghi: La fine dei giochi

Una volta erano villaggi vacanze, colonie al mare per bambini, città dei divertimenti, discoteche e cittadelle dello sport. Con lo speciale “La fine dei giochi”, di Marzia Marzolla, “Crash – I luoghi e la Storia” - il programma di Rai Cultura dedicato ai non-luoghi italiani, condotto da Valeria Coiante, in onda lunedì 20 aprile alle 23.00 su Rai Storia, ch 54 del Digitale Terrestre e ch 23 TivùSat – intraprende un viaggio attraverso luoghi progettati per il tempo libero, lo sport, le vacanze e il divertimento, ma che nel tempo sono stati abbandonati tramutandosi in tristi simulacri di passati splendori, preda di degrado e abbandono. È un’Italia di sogni infranti: dal Villaggio Coppola a Castel Volturno, che doveva diventare la nuova Miami Beach del litorale Domizio, all’ex parco di divertimenti di Consonno in Brianza, passando per Milano Marittima, dove c’è la discoteca Woodpecker, un night club abbandonato, ispirato alla cupola del Brunelleschi, e l’edificio dell’ex colonia estiva per bambini poveri. Ancora in cerca di identità, e per ora solo cattedrale nel deserto, è la Città dello Sport di Tor Vergata, a Roma, costruita nel 2009.
Il Villaggio Coppola, a Castel Volturno, doveva diventare la città giardino adatta alle famiglie con bambini, ma divenne invece esempio classico di ecomostro all’italiana, con tanto di intervento della magistratura, demolizioni e progressivo abbandono.
A Consonno, in Brianza, resiste tutt’oggi un fulgido esempio di kitsch turistico, immaginato e voluto negli anni Sessanta in un antico borgo medioevale da un visionario imprenditore: castelli, minareti, giochi d’acqua, pagode e sfingi egizie abbandonate fanno ancora parte integrante del paesaggio naturalistico di quella zona.
Risale invece agli anni Trenta la grande colonia di Montecatini a Milano Marittima, nata per regalare giorni spensierati ai bambini delle famiglie povere, ma poi adibita prima a struttura militare e successivamente riconvertita dai Monopoli di Stato in colonia, sino agli anni Novanta.
Sospeso fra acqua e canneti, sempre a Milano Marittima, c’è ancora il rudere del super esclusivo Woodpecker, un night club molto alla moda negli anni Sessanta. Ispirata alla cupola del Brunelleschi, anche questa struttura oggi è affrescata, ma dai bellissimi graffiti di Blu, famoso street artist contemporaneo.
E per rimanere in tema di giochi mancati, il viaggio di "Crash" si conclude alla Città dello Sport, mastodontica struttura costruita in vista dei mondiali di nuoto del 2009 e mai terminata, vicino all’Università di Tor Vergata, a Roma.

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