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Caterina da Siena

È stata una delle donne più importanti del Medioevo. Ha saputo coniugare ricerca spirituale e vocazione mistica con impegno sociale ed azione politica. Ha saputo dire no alla vita condizionata, alle regole e ai costumi della sua epoca, il 1300, che voleva la donna sposa e madre di famiglia o monaca rinchiusa in clausura. E’ Caterina da Siena, che il professor Alessandro Barbero racconta con Massimo Bernardini a “Il Tempo e la Storia”.

Con una forza e una costanza straordinarie, che le procurano conflitti in famiglia, è Caterina stessa a scegliere la propria condizione: chiusa a pregare e parlare col suo Dio in una celletta della casa paterna, ma pronta a muoversi nel mondo per guidare e salvare la Chiesa e la Cristianità.

Dal chiuso della sua celletta, Caterina convince gerarchie ecclesiastiche e società civile di essere in contatto diretto con Dio, di essere una portavoce di Dio. Solo così può agire sul suo tempo, deciderne il percorso. Riesce a convincere il Papa, un Papa francese, Gregorio XI, a lasciare la sede di Avignone e tornare a Roma, la naturale sede del Papato. Ma a Roma il suo sogno si infrange: l’erede di Gregorio XI, Urbano VI, non riesce a tenere unita la Chiesa. E’ lo scisma d’occidente, la Cristianità si divide, ad un Papa si oppone l’Antipapa. Caterina ha fallito, non mangia più, si lascia morire.

“Il Tempo e la Storia” rilegge anche i suoi scritti e le sue lettere che ne  riflettono personalità e vocazione e nelle quali vette mistiche e accenti lirici si coniugano ad istanze pratiche e interventi politici.

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