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Calcio anni `30

Il calcio per gli italiani a cavallo tra gli anni ’20 e ’30 si trasforma da passatempo delle élite borghesi urbane a passione popolare e spettacolo di massa. A determinare questa svolta, sostiene lo storico Giovanni De Luna, sono due squadre: la Nazionale e la Juventus.

Il 1897 è l’anno in cui a Torino un gruppo di studenti del prestigioso Liceo classico d’Azeglio fonda la società calcistica Sport-Club Juventus.

Intanto la squadra bianconera è acquistata dalla Famiglia Agnelli e nel quinquennio d’oro 1931-1935 vince cinque scudetti di fila,  al quale si aggiungono i trionfi della Nazionale che nel giro di quattro anni incassa due campionati del mondo e una Olimpiade.

Tra gli artefici di tanta gloria, Vittorio Pozzo, commissario tecnico della Nazionale, ex alpino, “prototipo di educatore della gioventù fascista” sottolinea il Professore De Luna.
Il regime inventa l’atleta di Stato, mentre nascono i primi divi. Giuseppe Meazza guadagna cifre ragguardevoli. 

Tutto si ferma durante la guerra, ma il campionato riprende già nel 1946.

Alla presidenza della Juventus c’è il giovanissimo Giovanni Agnelli, figlio di Edoardo, che aprirà una stagione lunghissima, ricca di grandi vittorie. Ne racconta gli esordi in un'intervista del 1963.

Il tempo e la storia. Calcio anni '30

con Giovanni De Luna

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