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1946. La Chiesa e il referendum

Finita la guerra, gli elettori italiani sono chiamati a votare i loro rappresentanti all’Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la nuova carta costituzionale, e a decidere del nuovo assetto istituzionale dello stato, scegliendo tra monarchia e repubblica.

E nel dibattito, che appassiona l’Italia intera, si inserisce anche la Chiesa.

Lo ricorda il professor Alberto Melloni con Massimo Bernardini  a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura, in onda su Rai Storia.

Sul problema istituzionale le forze politiche sono divise in due schieramenti: da una parte coloro che vogliono tenere in vita l’istituto monarchico contro qualsiasi “salto nel buio”, e dall’altra coloro che invece vogliono dare all’Italia una nuova forma repubblicana e democratica.

Su posizioni diverse gli uni dagli altri, anche il Vaticano, il papa Pio XII e il clero. Tutti comunque interessati a dare un’impronta cattolica al nuovo stato italiano.

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